“Tutto l’amore del mondo” è un road movie di Riccardo Grandi, approdato il 19 marzo nelle sale cinematografiche.
Una commedia romantica che vede protagonista e produttore Nicolas Vaporidis, il figlio che tutte le mamme vorrebbero avere, il ragazzo dalla faccia dolce ma ancora poco espressiva, che qui veste i panni di Matteo – forse meglio “il panno” dal momento che, in qualsiasi parte d’Europa si trovi, lo vediamo sempre e solo in maniche di camicia.
Matteo è un ex-studente poco incline all’amore che scrive articoli sugli antichi pecorini del Molise e altre delizie nostrane e che, intenzionato a sanare il debito della madre, accetta di scrivere una guida sui luoghi romantici del Vecchio Continente.
Il doppio salto carpiato dal pecorino all’amore da l’avvio alla storia.
In questo viaggio tra Spagna, Francia, Olanda e Inghilterra, Matteo è in compagnia di un fotografo “viveur” e un po’ cialtrone che ha allargato la compagnia a Valentina, ragazza intraprendente conosciuta in Internet, e Anna, la tipica brava ragazza fresca di laurea e prossima al matrimonio.
Viaggiatore per lavoro e innamorato per caso, Matteo capitolerà di fronte allo sguardo dolce e seducente di Anna e il destino della ragazza sarà completamente stravolto, a colpi di “profonde” riflessioni liberatorie della serie “l’amore è l’avventura più grande, un viaggio oltre se stessi senza paura di perdere la strada del ritorno”. Indubbiamente vero ma, forse, un po’ scontato.
E non sono solo i copioni dei ragazzi a viaggiare sul filo della banalità. Gli stessi personaggi sono stereotipati: il ragazzo che non crede nell'amore a causa di una delusione familiare, la ragazza dalla vita programmata che decide di mettersi in discussione scoprendo finalmente la libertà e la bellezza della vita, lo scansafatiche che preferisce divertirsi piuttosto che lavorare…
“Tutto l’amore del mondo” concede poco spazio alla fantasia dello spettatore, il quale segue, a tratti intorpidito, una commedia che procede lungo innamoramenti e sviluppi prevedibili per culminare nello scontato lieto fine.
La piuma sotto il naso che solletica e diverte è Myriam Catania che con la sua carica emotiva e la forte personalità dà vitalità al film, aiutata nell’impresa dalla dolce e intensa Ana Caterina Morariu.
Degna di nota è la fotografia di Maurizio Calvesi, poco valorizzata però da una macchina da presa puntata quasi esclusivamente sui quattro protagonisti, le cui vicende non sembrano minimamente condizionate, ne tanto meno arricchite, dai differenti contesti nei quali prendono vita.
Scena dopo scena, l’andamento del film ricorda molto quello degli spot pubblicitari e questa peculiarità – legata sicuramente alla formazione di Riccardo Grandi, nato come regista di pubblicità e di video musicali – invece che dare al film il colpo di grazia lo aiuta a resistere assecondando la sceneggiatura che prevede un percorso a tappe lungo le località europee dell’amore. |
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Tutto l’amore del mondo |
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Titolo originale |
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Tutto l’amore del mondo |
Nazione |
Italia 2009 |
Genere |
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Commedia |
Durata |
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100 minuti |
Regia |
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Riccardo Grandi |
Cast |
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Nicolas Vaporidis, Sergio Rubini, Ana Caterina Morariu, Alessandro Roja, Myriam Catania, Enrico Montesano, Leslie Csuth, Sara Tommasi
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Trama |
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Quattro amici alla scoperta delle mete più divertenti e romantiche d'Europa. Barcellona, Parigi, Amsterdam e infine l'Inghilterra. Un viaggio on the road che porterà i nostri protagonisti a conoscersi meglio e ad innamorarsi. |
Distribuzione |
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Medusa |
web |
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http://ilfigliopiupiccolo.it/
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trailer |
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