Mediterranea

tutti hanno dei segreti

Condannato per diffamazione ai danni di un potente e ammanicato uomo d'affari che aveva accusato di trafficod'armi dalle pagine della combattiva rivista Millennium, per il giornalista Mikael Blomkvist si apre la tetra prospettiva degli arresti. Abbandonata la redazione per non tirare a fondo con sè anche il giornale, il giornalista sia avvia mestamente incontro ai sei mesi che lo separano dall'esecuzione della sentenza, sei mesi che come un periodo sabatico rappresentano una sospensione dal tempo e dalla realtà del quotidiano, avvalorati dall'atteggiamento disincantato di chi non ha nulla da perdere. A miglia di distanza, relegato in un'isola del mar Baltico colonizzata dal clan di ricchi industriali Vanger, il vecchio Henrik Vanger non riesce a darsi pace, chi continua a regalargli puntualmente nel giorno del suo compleanno un fiore incornciato come era abitudine della nipote amata come una figli a e svanita nel nulla da quarant'anni? Fallite le indagine ufficiali, il vecchio Vanger decide di affidarsi agli occhi e all'intuito del giornalista e cogliendo l'occasione della forzata pausa gli affida più che le sue speranze il suo desiderio di conoscere la verità sulla nipote, e così nei mesi di nulla di Blomkvist il passato può tornare e il corso del tempo, interrotto dalla scomparsa insensata della ragazza, tornare a fluire svelando un passato rimosso e insabbiato. A smuovere un'indagine impossibile non è peò il giornalista, ma una donna che odia gli uomini che odiano le donne, che siano ragazzi ubriachi in metropolitana o folli assassini eslatati da n delirio religioso: Lisbeth Salander. Personaggio chiave che riassume in sè ogni genere di sopruso che una donna possa subire, Lisbeth è il vero motore sia della fortunata trilogia dell'autore, Stieg Larsson, prematuramente scomparso che del film di Niels Arden Oplev. Androgina, geniale e intuitiva, è finalmente un'eroina che non ha bisogno di essere salvata dal principe azzurro di turno...anzi se mai è vero il contrario. A portarla con convinzione dalla carta allo schermo è Noomi Rapace, straordinaria in un ruolo che vale una carriera. Bravo, ma meno calzante Michael Nykvist nel ruolo di Mikael Blomkvis, giornalista idealista e ostinato. Bellissima l'ambientazione dai paesaggi nordici immersi in una abbacinante luce bianca, come il flash di un'istantanea. Al regista Niels Arden Oplev si deve riconoscere il merito e soprattutto il coraggio di aver adattato per il grande schermo uno dei più clamorosi successi letterari degli ultimi anni. In questi casi è quasi fisiologico essere criticati, ma ad onor del vero non è da tutti riuscire a condensare nei tempi cinematografici un'opera monumentale e le due ore e mezza del film scorrono via fluide e veloci eda lcune debolezze della pellicola sono peccati veniali (ad esempio l'eccessiva semplicità con cui l'hacker Lisbeth si intrufola nel computer del giornalista) che svaniscono al solopensiero di cosa avrebbe potuto fare Hollywood con i diritti sulla storia.

Claudia Patruno

Uomini che odiano le donne
Titolo originale
Män som hatar kvinnor
Nazione
Svezia, Danimarca 2009
Genere
Thriller
Durata
152 min.
Regia
Niels Arden Oplev
Cast

Peter Haber, Noomi Rapace, Michael Nyqvist, David Dencik, Georgi Staykov, Tomas Köhler, Lena Endre, Per Oscarsson, Ingvar Hirdwall, Gunnel Lindblom

Trama
Sconfitto in tribunale, il giornalista economico Mikael Blomqvist, accetta l'offerta dell'ottantenne Henrik Vanger, patron di una grossa industria svedese, che lo ingaggia per investigare sulla nipote Harriet Vanger, scomparsa senza lasciare tracce.
 
web

www.uominicheodianoledonne.it/

RC- 6 - Anno III 3 giugno 2009

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