Mediterranea

CAMILLA E L’EFFETTO MOZART

Difficile fermare ciò che appare e scompare in un lampo, eppure nulla è più chiaro dell’idea, ma come acchiapparla per poterla distillare?

Forse è per via di questa corsa ad ostacoli che non finiremo mai l’eterno autoritratto. Ricalcati, ripetuti o svisati in infiniti giochi di specchi possiamo ricrearci somiglianti o irriconoscibili  mutando apparentemente le sembianze del “racconto”. Onirico, surreale o metafisico: scene e costumi diversi verso l’impossibile uscita da tutti i noi stessi che siamo. Ma non sarà proprio questo disperderci o perderci di vista il fine segreto del narrare oltre quello del leggere? È incredibile quante e quali “farneticazioni” riescono a provocare dieci storie affidate alla parola scritta. Camilla Migliori si cela e si racconta in modi apparentemente diversi ma torna il sospetto che sia unico, in-finito e smisuratamente ellittico il passo della favola, dalla Bibbia a Cenerentola fino alle storie più avveniristiche.

Effetto Mozart è il titolo di un libro scritto da Camilla Migliori, edito da Edilet - collana Hemingway, diretta da Marco Onofri. Prefazione di Marco Palladini. Una  raccolta di dieci storie ironicamente tragiche spesso surreali, dove la ragione segreta per cui l’autrice le crea e le racconta compare e riappare sempre più lontana e seducente ad ogni curva. E tu che leggi aggrappata alle parole corri dieci volte verso un finale atteso e temuto dove ogni conclusione proietta nella mente altri finali infiniti e ossessivi che generano altre storie, opposte, a quella che hai appena amato.

Dal primo racconto, la storia fantastica che dà nome alla raccolta, apprendiamo che: rancori, rivalità e cavilli burocratici riescono a riprodursi ossessivamente perfino in spazi cosmici, ma in compenso è certo, sempre secondo la Migliori, che per misteriosi prodigi stellari la genialità dell’arte, e in particolare la magia universale della musica, trionferà su tutto questo e sull’idiozia della guerra. Speriamo dunque nell’Effetto Mozart.

Ed eccoci al secondo racconto. Nel clima speciale di un giorno festevole, l’improvviso cambio di luce, decisamente teatrale, riporta timori paurosi e remote dolcezze. È la storia di un viaggio che in lieve suspence, superata la transitoria stagione apoetica dell’adulto, promette l’eterno ritorno al sogno stellato dell'inizio.

Ma come analizzare il terzo “rebus” senza tradire pennellate di “giallo” da cogliere in diretta e quel viscido disagio paralizzante da fine del mondo? Storie di “Zucchero filato” non sempre genuino tra ambigue “verità” e ipnotici mostri specializzati nell’addolcir veleni.

Il quarto racconto insolitamente brillante è un duetto grottesco tra antichi furori femministi e smanie frenetiche di un marito “curioso” impegnato nel salvataggio della coppia naufragata in un mare di routine. E se, attraverso provvidenziali diversità, riuscissero i nostri eroi a sopravvivere insieme per sempre, felici, contenti… e travestiti?

Ed eccoci a pagina 37 dove l’autrice affronta con freddezza e accanimento la “vita” disordinatamente maniacale della signora Rinvoltini. Analisi spietata come una denuncia già comprensiva della condanna? Fenomeno d’estremo egocentrismo o inconscia vocazione alla scomparsa realizzata pazientemente giorno per giorno, per sottrazione? Che dire di più senza tradire il segreto professionale che è poi quello di incuriosire senza svelare la storia?

Pensando che la Migliori abbia scritto questa grigia odissea per dire altro, ci sarà da divertirsi tra immaginare e decifrare.

Ed ora esaminiamo attentamente “La maschera di Giulia”: avventura vagamente psicanalitica articolata in tre “passeggiate”. Tra visioni o sonnambulismo prende forma una strana vacanza dove la giovane protagonista, allucinata da misteriose riviviscenze, vive una singolare avventura di sdoppiamento oltre il reale.

Domanda: chissà se Camilla Migliori, autrice e regista teatrale oltre che narratrice, sceglie volontariamente queste situazioni inquietanti e paurose con le quali riesce anche a farci sorridere, o se invece ne subisce il fascino?

La settima storia intitolata “Il coso” spinge il lettore ad un lavoro insolito simile a quello dell’attore il quale deve “sentire” il dramma del personaggio realmente sulla propria pelle e, prima ancora di capire con la testa, dovrà riuscire a “viverlo” per poterlo interpretare. Colui che ispirato da questo racconto diverrà attore ed anche un po’ autore vivrà una irripetibile avventura metafisica e alla fine, se pure a rischio, avrà svelato anche il mistero del proprio “coso” e riuscirà a conviverci. 

L’ottava parabola “Gli avanzi” che a prima vista può apparire grottesca come una dissacrante barzelletta giocata tra cibo e senso di colpa, ad una più attenta lettura potrebbe rivelare, a taluni soggetti, altre più intriganti chiavi interpretative di tragicomica attualità.

Ancora una volta la decifrazione dei simboli sarà compito privato.

Ed ecco ”Il ballo”. Questo nono racconto, che si presenta in apertura con innocenti sfumature rosate, assume improvvisamente toni scarlatti nell’esplosione drammatica di un mitico conflitto generazionale. Ma appena la vita riprende, dopo una variegata parentesi notturna, la tragedia è lontana come un sogno, perché tutto possa ripartire da zero. Ed è qui che la storia, telenovela-vaudeville-tragedia greca, si chiude stranamente in levare… aprendo a chi legge un ventaglio di ipotesi se non l’idea di “seconda puntata” con colpo di scena finale da gran teatro.

Dulcis in fundo, ci aspetta una gustosa rivisitazione in forma epistolare della “Sindrome di Salomè”. Dieci lettere d’amore gentilissime con simbologie ornitologiche, nell’approssimarsi di un lieto fine.

Il fatto è che non si può mai essere certi, con la Migliori, di afferrare il senso ultimo della sue storie e, nella “migliore” delle ipotesi, si pensa che altri “sensi” scaturiranno dalla prossima lettura, ed altri ancora.

Ma non è tutto. In questo Effetto Mozart che si fa leggere in un attimo e sorprendente nel gioco dei rimandi, c’è qualcosa di indicibile che sfugge, forse è il profumo di “quel tempo” spettinato e confuso, affollato di sogni… e di grandi speranze nel futuro. 

Sarina Aletta

Effetto Mozart

Titolo originale
Effetto Mozart
Autore
Camilla Migliori
Edizioni

Edilazio letteraria

Pagine
80
Prezzo di copertina:
Euro 11
   

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