Mediterranea

VIVA GLI SPOSI!

“Avete già scelto la location?” , ci chiedono decisi. Non dobbiamo girare un film né una fiction, ma semplicemente sposarci. Stiamo a RomaSposa e vogliono sapere in quale villa dei Castelli romani intendiamo festeggiare le nozze con amici e parenti. Se non sono fotografi, lavorano per una ditta di catering e sanno quali sono i luoghi dove possono organizzare tutto dall’esterno.

Visto l’apparato, il lessico usato è indubbiamente quello dello spettacolo: a sfogliare un loro album fotografico – pardòn, il book – sembra che invece di celebrare matrimoni, a Roma si producano film. Cinecittà non sta in Marocco, ma qui manca il senso della misura. Un album fotografico è voluminoso quanto la bibbia di Borso d’Este e può costare anche 1000 euro, più 500 per il video e il trucco della sposa. La macchina, se è una Mercedes SLK costa 300 euro, ma certe macchine strane con 12 cilindri in linea o auto d’epoca costano anche 1000. Ma qui nessuno bada a spese: addobbi regali, abiti da sposa stupendi, ricevimenti principeschi, limousine bianche che in certe vie di Roma neanche potrebbero fare mezza curva.

Per un giorno saremo tutti principi e principesse o star del cinema e ne resterà memoria ai posteri, ma a che prezzo? Dal volto entusiasta di molte giovani coppie sembra che il problema non si ponga nemmeno, né preoccupi madri e suocere al seguito, che comunque guardano e controllano tutto. Quella dei matrimoni è infatti un’industria pesante, ma la sua clientela, pur se motivata, è anche molto esigente e prima di spendere valuta, gira, confronta. E perché non dovrebbe farlo, visti i prezzi? Ci si sposa in chiesa, quindi si spende. Un abito nuziale sta sui 3000 euro – continue sono qui le sfilate - ma una sartoria specializzata può chiedertene anche 5000. Il servizio fotografico e/o video è un altro salasso (1000 euro l’album, 500 il video), ed ora confezionano anche album di formato più piccolo da dare ai parenti stretti. Un pranzo in villa non viene meno di 100 euro a coperto (minimo 100 persone), più l’affitto della tenuta (villa storica o casale non importa: una tenuta si chiama pure La preda!). Sicuramente si tratta di professionisti di valore: Roma è anche il luogo di produzione del cinema e del fotogiornalismo; è anche la capitale della rappresentanza, quindi bravi operatori non mancano. Lo dimostrano le foto e i filmati che ci scorrono davanti nei monitor degli stand, perfetti nel loro genere. Ma il problema è proprio questo: sembra sempre che invece di celebrare un sacramento si stia girando un film con una troupe completa. Il parroco di una basilica ci ha narrato di una coppia che solo per l’addobbo voleva spendere 16.000 euro ed è stata per questo allontanata.

Roma è anche la città dove le chiese alla moda vanno prenotate almeno un anno prima. E il gusto? Beh, si è visto di tutto, a cominciare dal padiglione iniziale, dove brasiliane mezze nude fanno la pubblicità alle ditte che organizzano gli addii al celibato. Oppure gli attori camerieri che si mischiano tra il personale e fanno i pagliacci. In un altro stand una giovane musicista suona l’arpa dal vivo, mentre la madre vestita in lungo distribuisce i biglietti da visita. Alcune automobili sembrano costruite con motori d’aereo e pezzi di Formula 1. Che dire? quanto a gusto, alcune coppie non promettono niente di buono. Le auto a noleggio per il gran giorno possono essere Lancia d’epoca o funerarie limousine da otto metri, o Cadillac rosa aperte stile anni ’50, oltre alle classiche Rolls Royce e Bentley bianche. Gli addobbi di alcuni banchetti sono francamente troppo colorati e sovrabbondanti. E poi gli effetti speciali: palloni colorati, botti azionati a distanza col telecomando (!), ventilatori sotto l’abito della sposa e altre goliardate. Le tavole imbandite sono invece assai barocche, ma stupende; le foto dopo la cerimonia suggeriscono panorami hollywoodiani anche se fossero scattate nel giardino condominiale. Tutto quanto è – in una parola sola – eccessivo. Ma ci si sposa una volta sola: le statistiche ormai suggeriscono ben altro, ma chi si sposa è sempre un ottimista.
E passiamo al viaggio di nozze. Chi vuole può sposarsi direttamente a Bali o in Thailandia, l’agenzia pensa a tutto, altrimenti in quei posti ci si va dopo la cerimonia. La luna di miele, dove farla? Quanto lontano, per quanto tempo e a che prezzo? Bella domanda. Una volta i fidanzati si conoscevano poco e non andavano a letto prima delle nozze, ma ora è diverso: nessuno si fida più di una persona non conosciuta  biblicamente, e in un’epoca in cui si viaggia dappertutto, il viaggio di nozze è sempre più lontano e costoso. Polinesia francese? Thailandia? Bali? Egitto? Crociera Costa oppure “Isola di Maurizio”? Seychelles? Le agenzie hanno pacchetti pronti, a prezzo bloccato. Se la chiesa alla moda è libera tra un anno, i biglietti l’agenzia li acquista in prevendita – sono posti sicuri – e li offre a un prezzo scontato. In più, molti alberghi offrono agli sposi in luna di miele una speciale accoglienza: fiori all’arrivo, brindisi speciali, più l’intimità di cui hanno bisogno. Alle Maldive c’è p.es. un villaggio che sembra dall’alto la formula di un polimero: servizi comuni al centro, bungalow a raggiera. E c’è da chiedersi se nello spazio comune mogli e mariti – divisi per gruppi – non si chiedano consiglio l’un l’altro.
Infine: organizzare tutto richiede tempo, ma se non te la senti di seguir tutto, c’è lo wedding planner, un’agenzia che si occupa di organizzarti tutto, burocrazia compresa. E si possono seguire anche costosissimi stage per imparare il mestiere. Forse conviene: una volta vinta la concorrenza, è un bel mestiere. E se la banca ti concede un mutuo per investire in un casale o in una villa vicino Roma, entri nel giro. Meglio se assumi anche uno scenografo teatrale.

Marco Pasquali


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