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L’ESPERIENZA EXTRACORPOREA ARRIVA IN LABORATORIO

La questione della percezione del sé è uno dei grandi temi filosofici e religiosi, oggi ereditati dalla ricerca scientifica.

In un articolo pubblicato sull’ultimo numero dalla rivista PLOS ONE, intitolato: “Se io fossi in te: l’illusione percettiva dello scambio corporeo”, un gruppo di ricercatori del Karolinska Institute di Stoccolma descrivono come si può indurre in un soggetto la sensazione di “essere” dentro il corpo di un manichino, o di un altro essere umano.

I fattori critici, secondo l’articolo, sono tre: lo stimolo visivo, lo stimolo tattile, e la loro sincronia. Nei loro esperimenti i ricercatori hanno fissato delle telecamere in corrispondenza degli occhi di un manichino, e messo due minuscoli schermi davanti agli occhi del soggetto, in modo che questo avesse la visuale del manichino. Poi, hanno toccato simultaneamente con delle barrette l’addome del manichino e del soggetto. In queste condizioni il soggetto vede l’addome del manichino come se fosse il proprio, e vede che viene colpito. Simultaneamente, percepisce i colpi sul proprio corpo reale. A quanto dicono i soggetti, questo è sufficiente a provocare la sensazione di essere dentro il corpo del manichino. Analogamente, montando le telecamere sulla testa di uno sperimentatore, quando lo sperimentatore e il soggetto si stringono la mano, il soggetto dice di avere l’impressione di essere nel corpo dello sperimentatore, e di stringere la mano a un sé stesso “estraneo”.

È noto da studi neurologici che stati fisiologici anormali delle regioni frontali, parietali o temporali del cervello possono essere associati alla sensazione di essere fuori dal proprio corpo. Questo tipo di ricerche possono contribuire alla comprensione dei disturbi psicologici o neurologici della percezione corporea, come l’anoressia o le lesioni da ictus.
Tuttavia, uno sviluppo anche più immediato è forse nel campo della realtà virtuale. Uno dei soggetti, dopo l’esperimento, ha commentato: “Wao! E’ troppo forte!”.
Restate in attesa: potrebbero essere in arrivo videogiochi che non sognavate neanche.

 

Marta Baiocchi


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