Mediterranea

DIETRO I PARAVENTI DELLA MALA SANITA’

Sicko sta per malato e, dato l’argomento di cui il film di Michael Moore si occupa, malate qui non sono solo le persone ma anche e soprattutto il sistema sanitario statunitense che per definizione e funzione dovrebbe mirare a guarire, sanare. Come sempre pungente e insinuante (è il suo stile) Moore scatena con il suo ultimo film un vespaio di polemiche. Preceduto da un battage pubblicitario, ha fatto molto rumore già prima di uscire. C’è da dire che “Sicko”, un documentario inchiesta, mostra dei fatti drammaticamente veri e proprio per questo è crudele nel senso letterale del termine, cioè crudo e cattivo. A scioccare e spiazzare maggiormente lo spettatore, che si aspetta di assistere a un film che denunci la drammatica e insostenibile situazione dei circa 50 milioni di americani che non possono permettersi l’assistenza sanitaria, è il fatto che “Sicko” non è dedicato ai poveri, anzi va ben al di là di questo. Sarebbe stato troppo comodo e rassicurante per noi spettatori benestanti assistere al dramma di miserabili da compatire con distacco, poveracci appartenenti a un universo che non è il nostro, che non ci tocca e non ci riguarda; ma i film di Moore non sono mai rassicuranti. Infatti i protagonisti di “Sicko” sono i fortunati che possono permettersi di avere una copertura assicurativa, perché anch’essi vittime, a volte inconsapevoli, di un sistema sanitario cinico e perverso, dove i medici per fare carriera devono rifiutare più cure possibili ai propri assistiti, e dove il compito di un buon direttore sanitario è quello di far risparmiare la compagnia assicurativa. Ogni anno questo crudele gioco causa la morte di migliaia di persone bisognose di cure che vengono ignorate e lasciate a se stesse. Così l’ironico e tagliente giornalista-regista, attraverso l’occhio implacabile e schietto della macchina a spalla, mostra con crudo realismo un’America cinica e indifferente alle necessità dei suoi cittadini, che scarica i pazienti sul marciapiede, buttandoli come spazzatura; uno stato che, non solo schiaccia i soggetti più deboli, ma dimentica anche i suoi eroi. Il confronto, poi, con il sistema sanitario cubano è schiacciante: incredibili le immagini del viaggio da Miami a Cuba che Moore intraprende con un gruppo di ex vigili del fuoco, eroi dimenticati dell’11 settembre, ammalatisi per prestare soccorso nei giorni a seguire di quella tragedia. Ignorati per anni dallo stato americano, riceveranno solidarietà e amorevoli cure in un ospedale efficientissimo e pubblico della tanto odiata Cuba. Sono sequenze che testimoniano un grande esempio di civiltà e fratellanza, che supera ogni diversità e ogni confine; immagini che, essendo state girate a Cuba senza i dovuti permessi, potrebbero costare molto care al coraggioso giornalista, forse il carcere.
Moore è stato accusato da alcuni di essere un grande manipolatore e in un certo qual modo lo è quando esce dal seminato, cioè quando strafa. Nella fattispecie, uscire dai confini della sua nazione e avventurarsi nel sistema sanitario europeo, dando dei giudizi avventati può risultare fuorviante e pericoloso. Ciò non toglie che i “Moore” sono una razza in via di estinzione e ben venga dunque chi ha il coraggio di dire le cose come stanno nel proprio “bel Paese”. E tutto senza mezzi termini o scusanti.

Ester Carbone

disturbia
Titolo originale
Sicko
Nazione
U.S.A., 2007
Genere
Documentario
Durata
120 minuti
Regia

Michael Moore

Cast

Michael Moore, George W. Bush, Reggie Cervantes, John Graham, William Maher, Richard Nixon, Linda Peeno

Trama: Michael Moore accende i riflettori sul sistema sanitario americano, che, come risaputo, é in grado di garantire adeguate cure solo sotto copertura assicurativa ed in certi casi neanche questa sembra essere sufficiente, in quanto le compagnie cercano in ogni modo di evitare di pagare quello che gli spetterebbe.

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