ROMA AETERNA IN CARTOLINA
Dal 24 giugno al 31 agosto 2005

Roma
Accademia Nazionale dei Lincei
Auditorium
via della Lungara 10

Orario:
tutti i giorni dalle 9 alle 13
domenica chiuso

ingresso libero

Informazioni:
Associazione Dimore Storiche Italiane
Tel. 06/68300327

 

 

LE CARTOLINA DI ROMA

Una mostra di grande interesse storico documentario allestita nei locali sontuosi della Farnesina, antica residenza del banchiere Agostino Chigi e oggi una delle sedi dell’Accademia di San Luca. A proporla è la dottoressa Nicoletta Pietravalle, giornalista e scrittrice, presidente della Sezione Molise dell’ADSI (Associazione Dimore Storiche Italiane), e, attualmente Soprintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico del Molise. Da anni la studiosa raccoglie e classifica con cura cartoline d’epoca, alcune viaggiate, altre mai utilizzate. Il tema centrale che collega questa raccolta è il rapporto di scambio intenso che unisce il Molise a Roma.
Diciamo subito che una mostra del genere comporta necessariamente, vista la sua universalità, una scelta di campo precisa, che va naturalmente a lumeggiare alcuni aspetti della storia del costume, rispetto ad altri. La scelta, in questo caso, è stata orientata sulla varietà storico artistica e naturalistica e folclorica della Capitale; dai suoi primi anni ruggenti alle soglie degli anni Quaranta del Novecento. Le cartoline (tantissime!, alcune delle quali sono pubblicate nell’interessante catalogo), sono state selezionate ed accorpate secondo generi e incorniciate con cornici d’epoca. Ci troviamo al cospetto di un caleidoscopio di figure, di sensazioni visive quasi palpabili, di illusioni avviluppate al grembo dell’immaginario collettivo. Immagini che sembrano uscire dalle pagine ingiallite di un diario intimo vergato nel corso degli anni dalla coscienza nazionale che va costruendosi plasmando simbologie esemplari, mitologie e ritualità della quotidianità borghese e perbenista, divenuta col tempo un vero e proprio patrimonio della memoria storica sedimentata. E allora ecco le simpatiche immagini pubblicitarie che reclamizzano sogni ed illusioni, le cartoline augurali che riflettono ambigue necessità, suggestioni sibilline e fluttuanti del sentimentalismo amoroso. E poi non mancano le immagine della Città Eterna, vista con gli occhi dei viaggiatori curiosi; dove spicca la monumentalità secolare di Roma che nel corso dei decenni ha dovuto subire sovvertimenti urbanistici e scempi architettonici, menomazioni, omissioni, sovrapposizioni, le cui tracce sono riscontrabili ancora oggi. Un particolare rilievo è stato dato alla Città del Vaticano, lo Stato nello Stato; con la sua Corte, i papi, e quei luoghi di culto densi di fervore religioso, tale da divenire il patrimonio incontestabile di buona parte del mondo attuale. La riflessione che si impone è d’obbligo e per certi versi scontata. La rivalutazione della cartolina d’epoca, vista non soltanto come semplice mezzo di trasmissione, ma soprattutto come documento storico, testimone in chiave sociologica di una passaggio generazionale progressivo ed irreversibile, offre la possibilità di effettuare un viaggio virtuale nei luoghi noti e meno noti; scrutare nelle menti, osservare i costumi e avvertire le sensazione più riposte di intere generazioni che ci hanno preceduto. E’ pur vero che la cultura di un popolo passa anche attraverso queste piccole e suggestive forme di comunicazione; alcune peraltro contrassegnante da una vitale e raffinata componente estetica. Ne consegue che la letteratura come la musica e più in generale le arti maggiori come la scultura e la pittura, non sono necessariamente le uniche depositarie di peculiarità storiche caratterizzanti mode e costumi sociali, ma sono soprattutto quegli oggetti d’uso quotidiano, a volte negletti, come lo è la cartolina, dal pregnante potere evocativo, a rivelarci i segreti più intimi e i cambiamenti epocali sui quali esercitare una serena riflessione. Essa ci induce inevitabilmente, e con una forte componente emozionale, a dissolvere e sfumare magicamente quelle barriere spazio-temporali che ci separano da un passato che ciclicamente si riaffaccia nel nostro presente.

Roberto Cristini