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Pirro Ligorio
LIBRI DELLE MEDAGLIE DA CESARE A MARCO AURELIO COMMODO
Con saggio introduttivo di Patrizia Serafin Petrillo
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Sfida alla vita ordinaria

“Il rifiuto ad una vita ordinaria” è il tema attorno al quale il noto scrittore svizzero-tedesco Max Frisch scrisse questo racconto, perché di racconto si tratta, nel lontano 1937 ai primordi della sua carriera artistico-letteraria. Un tema che viene sottolineato, ripreso ed enfatizzato praticamente in ogni pagina, esplicitamente o con allusioni, dal protagonista e dagli altri pochi personaggi presenti.

A più di settant'anni dalla sua nascita questo libro viene pubblicato per la prima volta in Italia completo di postfazione a cura di un filologo svizzero di nome Peter Von Matt, che offre con professionalità ed entusiasmo un'analisi approfondita del testo ed i legami che esso ha con la vita dell'autore. Se il racconto già di per sé non delude in quanto a contenuti, la presenza dell'approfondimento finale si rivela provvidenziale per l'apprendimento completo di una storia che è un peccato non sia stata tradotta prima.

Come Von Matt spiega, il protagonista del libro noto per la maggior parte del romanzo come “il Viandante” è in realtà una trasposizione di alcuni avvicendamenti della vita dell'autore che nel periodo precedente alla stesura del testo segnarono profondamente la sua esistenza. Come detto prima questo Viandante tende ad evidenziare e a sottolineare in ogni suo pensiero il suo rifiuto all'ordinario, la negazione di una vita fatta di abitudini e obblighi  comuni da lui considerati solo uno spreco di tempo. Lui che il tempo a sua disposizione vuole utilizzarlo per vivere fino in fondo tutto ciò che la terra offre e che nella vita bisogna sfruttare e trasformare in esperienze uniche, da condividere con se stessi per guardare il mondo a testa alta. Ne è un esempio l'avventura narrata, dove il protagonista vuole mettersi alla prova scalando la famigerata Cresta Nord, una parete di roccia situata nelle Alpi svizzere del Canton Vallese ritenute fino ad allora un vero tabù da molti scalatori. Una prova questa che per tutti ha un unico verdetto: morte. Verdetto che lui non contempla e che è sicuro di poter smentire. Ci penserà un'imprevedibile storia d'amore con risvolti tutt'altro che scontati a tentare di fermarlo, inaspettata tanto per il Viandante quanto per il lettore.

Ma cos'è questo silenzio che spicca nel titolo? E' un'immagine particolare quella che Frisch ha creato in merito ad esso, ovvero un silenzio che esiste, che è tangibile ma che è attraversato da suoni che lo annullano pur esaltandolo. Un concetto molto contraddittorio questo, che le pagine esprimono con chiarezza cristallina arrivando a catapultare il lettore in quell'ambiente montano fatto di ruscelli impetuosi immersi nella foresta circostante e di paesaggi che tolgono il fiato. Questa reazione sembra averla avuta anche la traduttrice, che in una nota finale intitolata “la scatola nera del traduttore” racconta in due parole il piacere provato (non meno delle difficoltà) nel tradurre questo romanzo. Romanzo tanto attuale allora quanto oggi, ragion per cui, per chi decidesse di leggerlo, la definizione “ non è mai troppo tardi” per questo libro calza a pennello.

Alessandro Borhesan
marzo 2014

Titolo: Il Silenzio. Un racconto dalla montagna
Autore: Max Frisch
Editore: Del Vecchio Editore (Collana Formelunghe)
Traduttore: Del Zoppo P.
P. 118
Anno: 2013
Prezzo: € 13,00
Disponibile anche in ebook

 

 

 

 

 

 

 

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