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ROMANZO COMUNALE

Chi meglio di un ex Assessore?

Umberto Croppi è stato assessore alla Cultura del Comune di Roma per due anni e mezzo, dal 2008 alla notte del 14 gennaio 2011, quando il sindaco Alemanno lo escluse dalla nuova giunta in base ai nuovi equilibri di partito. Ed è proprio da quella notte che parte la narrazione di un pezzo di storia romana recente. L’autore parla di sé ora in terza persona, ora in prima, e ci offre una sorta di iniziazione al Campidoglio, chiara e sorprendente anche per chi ci lavora da anni. Ma andiamo per ordine. La prima parte del libro ricostruisce la storia della Destra romana negli ultimi trent'anni, da cui emergono due elementi importanti: il superamento del vecchio neofascismo e l'affermarsi di una cultura diversa, più vicina a una certa sinistra. Come si sa, gli opposti si attraggono. Alemanno fa carriera all'interno di strutture familiari (ha sposato la figlia di Rauti), e Croppi gli organizza la campagna elettorale, forte della sua esperienza di giornalista e direttore della casa editrice Vallecchi. Aperto alle nuove tecnologie, mette su un ufficio stampa in rete e riesce a far rimontare il poco noto Alemanno contro Rutelli. Sul nuovo sindaco sono ora concentrate le aspettative di due milioni di cittadini; saprà egli affrontare i problemi di Roma e realizzare le riforme enunciate nel Patto per Roma? Saprà superare la logica della spartizione e del compromesso nelle nomine di giunta? Ha davvero la Destra una classe dirigente all'altezza della situazione? Le aspettative sono grandi ed è il momento giusto per agire...

Quattro anni dopo i risultati son sotto gli occhi di tutti: si poteva far meglio e di più. Ma cos'è che non ha funzionato? Essendo interno al sistema, Croppi ne analizza i punti deboli, con l'onestà di occuparsi dei soli settori di cui ha avuto esperienza diretta. Ne esce un quadro caratterizzato da uno scoordinamento tra i vari assessorati, peggiorato da un sistema di deleghe, uffici temporanei, attribuzioni di funzioni estranee all'incarico e duplicazioni di altre. In più c'è la galassia delle municipalizzate, alle quali sono da anni delegate funzioni prima gestite dagli uffici comunali, su cui era bene mettere ordine. Dulcis in fundo, il carattere stesso del sindaco, ora indeciso, ora diffidente e autoritario, ma tutto sommato influenzabile e sempre pronto a mediare le forze che debbono in teoria governare un comune grande e popolato quanto una regione. In teoria, perché poi delle deleghe a Roma capitale è finora divenuta realtà solo la carta intestata. Ma alla fine l'accusa di Croppi si riduce a una sola: non aver saputo metter ordine in un sistema politico e amministrativo che invece è stato addirittura esasperato, aumentandone la complessità e le disfunzioni.

Tutto questo viene narrato in modo brillante, tra gaffes varie del sindaco e dei suoi collaboratori (Olimpiadi, Formula 1, Metro, rimborsi, Parentopoli Atac e AMA, etc.) e precise analisi d'ambiente. Viene p.es. spiegata la reale dinamica tra Giunta e Consiglio, dove precisi meccanismi dovevano in teoria evitare sconfinamenti tra funzioni diverse e condizionamenti impropri. Ma in particolare meritano una lode la descrizione precisa delle complesse funzioni dell'Assessorato alla Cultura e degli uffici di Sovraintendenza (Roma ne ha due, per chi non lo sapesse: una di Stato e una comunale), al punto da consigliare lo studio di questo libro ai futuri funzionari. Funzioni complesse, vista la ricchezza di beni culturali e la difficoltà di gestirne le risorse. Croppi si fa notare per il suo amore verso l'arte contemporanea, ma non viene sempre compreso. Conflittuali poi i rapporti tra lui e il sovraintendente Broccoli, di cui viene schizzato un impietoso ritratto. Frequenti invece le lodi ai funzionari, che per un basso stipendio lavorano spesso oltre il dovuto. Infatti uno dei pregi del libro è anche quello di descrivere esattamente e forse per la prima volta il funzionamento delle strutture politiche e amministrative di Roma capitale, nome ufficiale con cui si è cercato di inaugurare una nuova epoca senza che ne esistessero i presupposti: la devoluzione di fondi e poteri da parte dello Stato infatti non è stata poi attuata. Per far vedere che esistono, - nota Croppi - i politici cambiano nome alle cose.

 

Marco Pasquali
gennaio 2013

 

Titolo: ROMANZO COMUNALE. I segreti dei palazzi del potere di Roma

Autori: Umberto Croppi e Giuliano Compagno

Editore: Newton Compton

Anno: 2012

Euro: 9,90

Formato Kindle Euro 1,99

 

 

 

 

 

 

 

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